sabato 24 marzo 2012

L'abito di piume



"Ero stata giù di morale tutta la giornata, ma quando si era fatta sera il mio umore era mutato. Esposto alla luce del tramonto che si avvicinava sempre più, era cambiato senza che me ne rendessi conto. Come quando ci si sveglia al mattino e ci si sente rinfrancati. Come quando la notte diluvia e l’aria si purifica. Una cosa del genere."

Banana Yoshimoto

NB: Un libro molto particolare, di un'autrice che credo riesca ad essere solo così, sospesa tra vita e morte, spirito e materia, visibile e invisibile. Più concreto di Amrita, più positivo. Mi è piaciuto, l'ho letto d'un fiato.

lunedì 12 marzo 2012

Biblioteche e dintorni



In biblioteca c'è un'atmosfera unica. Si respira quell'aria spessa di polvere, cultura e fantasmi che non puoi trovare in nessun altro luogo. Senti palpitare tra gli scaffali le anime, le menti e i cuori degli autori più grandi mai esistiti. Ti siedi lì e li senti continuare ad esistere intorno a te. C'è silenzio in biblioteca. Ma non quel silenzio freddo e sterile che porta inquietudine e vuoto. Regna un silenzio greve di pensieri, di attività, di bisbiglii, di idee. La biblioteca è piena di vita soffusa.

giovedì 8 marzo 2012

donne

Donne che rispettano la loro femminilità, donne che ne sono orgogliose. Donne che non la strumentalizzano, donne che non la volgarizzano. Donne che stanno accanto alla persona che amano. Donne che sorridono davanti al loro bambino. Donne che inseguono sogni, donne che affrontano incubi. Donne che combattono ogni giorno, combattono contro tutti. Donne che piangono in silenzio, donne che divorano il mondo. Donne che cambiano, che sanno cambiare. Donne che sono rivoluzione, donne che sono amore. Donne che camminano a testa alta, donne che si nascondono dietro gli occhiali da sole. Bimbe e adolescenti, piccole donne di là da venire. Donne che costruiscono la propria fortuna, donne che ancora hanno tanto da dare. Donne sempre belle, sempre piene, sempre vive. Donne tutto l'anno.


A tutte voi,
anche oggi,


Auguri



mercoledì 22 febbraio 2012

Human Clay






As long as you say I'm free 
Then keep this chain on 
But you never can control me 
'Cause I'm not a human clay


domenica 19 febbraio 2012

La Società



Detesto la Società, il mostro del  'comune buon senso' che ti travolge e ti sommerge. L'onda del prevedibile, del consono, del conveniente. 

Detesto quando ti dice chi devi essere ancora prima che tu inizi a parlare. Non sopporto essere vista come una futura madre e una futura moglie perché è ciò che tutte devono fare. Queste, come altre, sono scelte. Sono passi che ti cambiano la vita e che non devi compiere per forza. Dovrebbero essere un qualcosa di pensato, una scelta consapevole, non una condizione raggiunta andando alla deriva nel mare delle aspettative sociali.

La Società si impiccia della tua vita privata, della tua condizione. Del tuo conto in banca, del tuo reddito, del tuo stato sentimentale. La Società è pronta sempre a farti delle domande, sempre a chiederti "Perché?".

Perché sto bene così. Perché sono libera, indipendente e beatamente felice. Perché è qui che voglio stare. Perché non ho trovato la persona che si integri nella mia vita senza distruggerla o incrinarla. Perché credo che questa sia la condizione migliore per me. Perché in questo momento della mia vita quella non è la mia priorità.

Per la Società queste risposte non sono contemplate.

La Società osserva, giudica, dà delle scadenze. Devi rispettarle o sei un outsider.

La Società è il peggior datore di lavoro.