
Roma è grave di passi, suoni, odori, voci, immagini e colori.
E' qualcosa che vibra nell'aria, palpita tra gli edifici, sfiora il tuo cuore e le tue lacrime. Sono il peso ed i fantasmi dei secoli, della storia, dei drammi e delle violenze, delle anime e dell'umanità che hanno pulsato in quel luogo.
Vorrei descriverlo, ma non ci riesco.
Andate di fronte all'Anfiteatro Flavio e pensate. Tra quelle mura il popolo romano impazziva acclamando i gladiatori. Lì i cristiani scontarono i loro martirii. In quelle piazze si mossero Cesare, Cicerone, in quella stessa aria si sparsero le note della cetra che Nerone suonava pubblicamente. Quante voci sommesse, quanti sussurri si sono scambiati i grandi personaggi per le strade di Roma? La splendida Clodia passeggiava per quelle vie scatenando mormorii che parlavano della sua lascivia. Catilina avrà camminato tra quelle pietre, meditando la sua congiura. Le inquietudini, i fanatismi religiosi del medioevo, e poi i sogni, le speranze, i tradimenti dei Borgia, gli sfarzi del Rinascimento e dei grandi geni italiani sono ancora lì, sospesi in quell'aria mistica che è propria di Roma.
Pensateci e poi ditemi se poter osservare tutto questo, se poter accarezzare con lo sguardo ciò che loro hanno accarezzato non è grandioso e sublime.