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giovedì 22 maggio 2014

133 giorni di me - Inchiostro



Oggi ho scritto. L'emozione di riprendere in mano i miei personaggi, di immergere il naso nel mio mondo, di sentire sulla pelle quell'aria incantata e tesa di un mondo meraviglioso e avvelenato.. Be', mi ha riempito il cuore.
Domani spero di scrivere di nuovo.. Sicuramente, stanotte penserò alle mie creature, al loro destino.. E alle parole adatte a raccontarlo. 
Oggi più che mai percepisco l'impronta originaria di questo blog: essere il diario di una scrittrice.
Vi auguro una notte splendente..

domenica 6 aprile 2014

Storia di una dipendenza


large (3) Scrivere è un po’ una dipendenza. Quando non lo fai da un po’, quando abbandoni “l’arte”, inizi a percepire un senso di vago malessere. Prima attenuato, poi più incalzante, infine insostenibile. Scrivere è un bisogno, è aria. Ricordi la sensazione di qualcosa di vivo, ricordi la consistenza dei personaggi che prendono forma dalle tue dita.. la ricordi e ne hai bisogno.


Questa è la storia della mia dipendenza.


Questa è la storia di come non riesco a smettere.


sabato 23 marzo 2013

Anonymous

“Le voci… Non riesco a fermarle, mi assalgono. Mentre dormo, mentre veglio, mentre mangio, mentre passeggio. Le dolci brame di una vergine, le travolgenti ambizioni di un cortigiano, gli infernali disegni di un assassino, le pietose suppliche delle sue vittime!Solo quando metto le loro parole, le loro voci, sulla pergamena si allontanano, liberate. Solo allora la mia mente si placa… in pace. Diventerei pazzo se non registrassi le voci.”
“Sei posseduto…”




“Forse lo sono.”






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Anonymous

martedì 20 dicembre 2011

Luoghi

Quando sono all'università non riesco a scrivere. Ho tante idee, le appunto, penso, ma non riesco quasi mai a mettermi davanti al computer e scrivere. Non ce la faccio, mi blocco.



Poi torno a casa, accendo il portatile e scrivo. Qui c'è l'atmosfera giusta, la luce giusta, persino i suoni sono quelli adatti. La tranquilla confusione di casa chiusa oltre la porta, il soffuso scalpiccio del cane in giardino, il vento, la pioggia o il colore del sole oltre le finestre. E' qui che la fantasia ha spazio, aria, nutrimento. Qui. Dove il mare e le montagne si abbracciano nel panorama del Golfo, qui dove il fuoco scoppietta nel camino e i miei libri preferiti mi guardano dalla libreria. Qui, dove ci sono io.

martedì 26 luglio 2011

Chi è l'artista?

Prendo spunto da una discussione aperta sul forum Inchiostro diVerso (http://inchiostrodiverso.forumfree.it) per chiedere anche a voi chi sia l'artista. Nell'immaginario collettivo è un uomo con il cappellino alla francese, che a occhi socchiusi traccia su una tela eternamente incompiuta il profilo di ciò che i suoi occhi divini riescono a vedere. Oppure ci si avvicina alla più decadente visione del poeta maledetto, che nel cuore della notte pugnala la carta con parole di fuoco, circondato da un bicchiere di whisky e la fiamma languida di una candela. Ma oltre le convenzioni e gli stereotipi, chi sono gli artisti?
Personalmente, credo siano coloro che riescono a toccare anche solo per un attimo il sublime, il trascendente (e lo dico da agnostica, in queste parole non c'è altra religione se non quella della psiche umana).. L'artista, riprendendo l'Anonimo del Sublime, deve avere un'anima grande che risuoni nella sua opera. Dev'essere uno spirito che lasci il segno, che tracci qualcosa di indelebile. Infine, mi piace crede che l'Artista sia inconsapevole e che ciò che compie sia fatto con l'ignoranza della propria grandezza..