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martedì 17 giugno 2014

133 giorni di me - Direzioni

La vita è stronza.
Ti sussurra delle scelte, mormorandole piano insieme al vento di primavera. Lentamente ti disegna delle possibilità, ti affascina, ti seduce, ti sorprende indovinando le corde più calde del tuo cuore.
E poi ti sbandiera davanti tutt'altro, ride mostrandoti i tuoi più intimi desideri, quelli che prima non avevi neanche visto e che ora ti serve proprio lì, così ovvi ed evidenti, in contrasto con tutto ciò che avevi creduto di volere.
Ti confonde, si burla di te, dall'alto del suo Olimpo di rimpianti e frasi fatte.
E tu? Resti a guardare o fai qualcosa?

martedì 6 dicembre 2011

Riflessioni nietzschiane su abissi e libertà



Cosa accadrebbe se l'universo si svuotasse di ogni certezza? Se "Dio è morto", l'uomo cosa fa? Diventa un superuomo o soccombe. Nessuna certezza, nessuna direttiva, nessun bene o male preimposto che ci dicano cosa fare o come agire. Completamente soli, dibattuti tra le possibilità. Se il nostro Super-Io fosse improvvisamente muto; nessuna coscienza perché nessun codice etico, morale o positivo che sia, ci dice come dobbiamo pensare. Non esiste un mondo oltre la morte. Siamo venuti dal nulla e finiremo nel nulla. Non c'è nessuno a cui presentare il conto, nessuno a giudicarci, nessun bene superiore per cui ci si deve sacrificare. Se tutto questo ci piombasse addosso, cosa faremmo? Precipiteremmo in un abisso scuro e vorticoso, dove il sopra e il sotto sono confusi, dove il sole emana tenebre e la luce è racchiusa nella notte. Impazziremmo cercando Dio con le lanterne nelle chiese, urleremmo soffocati dal mostruoso serpente che ci si avvinghia alla gola. Cadremmo giù in una voragine senza fondo. Ma quanti di noi scoprirebbero di saper volare, quanti di noi innescherebbero l'eterno ritorno compiendo ogni azione come un atto di volontà? Creatori delle proprie leggi, inventori del proprio destino. Finalmente liberi dai condizionamenti, liberi di plasmare la propria genesi e la propria apocalisse. Solo uomini. Completamente liberi.

domenica 6 novembre 2011

Possibilità



Il mondo ci si impone chiedendoci di scegliere, sempre. Quello che oggi mi domando è perché. Perché ci viene chiesto continuamente di discernere, separare, disgiungere, escludere. Perché delle infinite possibilità del mondo siamo costretti ad allontanarne così tante. Possiamo essere così tante cose, anche nello stesso tempo magari, ma finiamo sempre per canalizzarci secondo modelli precostituiti. Chi dice che bisogna scegliere tra scrivere e disegnare? Che non si può amare la lettertura e la moda? Non posso amare la vita e adorare il nero? E se ascoltassi Ciaikovskij i Linkin Park? E se magari nella mia playlist ci fosse anche Lady Gaga? Possiamo essere eterogenei e unici, non standardizziamoci in quelle etichette e in quei pregiudizi che ci dividono in mondo intellettuale e mondo volgare, etero e gay, attori e pubblico, suore e prostitute. Ogni etichetta con il suo codice di comportamento, con i suoi tabù e i suoi schemi. Abbiamo così tante possibilità, perché limitarci? La vita è una sola. Viviamola a 360 gradi, non a 45.