In biblioteca c'è un'atmosfera unica. Si respira quell'aria spessa di polvere, cultura e fantasmi che non puoi trovare in nessun altro luogo. Senti palpitare tra gli scaffali le anime, le menti e i cuori degli autori più grandi mai esistiti. Ti siedi lì e li senti continuare ad esistere intorno a te. C'è silenzio in biblioteca. Ma non quel silenzio freddo e sterile che porta inquietudine e vuoto. Regna un silenzio greve di pensieri, di attività, di bisbiglii, di idee. La biblioteca è piena di vita soffusa.
lunedì 12 marzo 2012
Biblioteche e dintorni
In biblioteca c'è un'atmosfera unica. Si respira quell'aria spessa di polvere, cultura e fantasmi che non puoi trovare in nessun altro luogo. Senti palpitare tra gli scaffali le anime, le menti e i cuori degli autori più grandi mai esistiti. Ti siedi lì e li senti continuare ad esistere intorno a te. C'è silenzio in biblioteca. Ma non quel silenzio freddo e sterile che porta inquietudine e vuoto. Regna un silenzio greve di pensieri, di attività, di bisbiglii, di idee. La biblioteca è piena di vita soffusa.
sabato 5 novembre 2011
Ricorda per sempre il 5 Novembre
Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della Congiura delle Polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l'uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d'uomo era? Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire. L'uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una volta un'idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un'idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore... le idee non amano. Non è di un'idea che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai.
V per Vendetta
giovedì 8 settembre 2011
venerdì 12 agosto 2011
sappiamo di cosa stiamo parlando?
E penso.. Forse hanno ragione loro, gli scettici che scuotono la testa con indignazione di fronte ai giovani scrittori. Forse si inizia a pensare che scrivere sia il talento che tutti possono avere, forse la maggior parte dei giovani la pensa così. Essere un prodigio musicale richiede impegno, avere capacità canore straordinarie richiede almeno una bella voce.. Scrivere? Beh, quello lo insegnano in prima elementare. Allora scriviamo un libro! Datemi una trama e diventerò il nuovo Shakespeare.
Ma cosa si pensa che voglia dire scrivere un libro? I libri non si scrivono perché bisogna diventare la nuova Rowling o il nuovo Wilde, non si scrivono per attirare il pubblico e vendere. Sono shockata. I libri li scrivi quando vuoi dire qualcosa, prima di tutto a te stesso. Quando senti qualcosa dentro che ti spinge a scrivere senza fermarti, quando proseguiresti tutta la notte e tutto il giorno seguente, perché le parole ti sgorgano dall'anima. Non si "sceglie" di raccontare una storia. E' lei che sceglie di essere raccontata da te. Non scrivi un libro per un fantomatico pubblico: quando vuoi scrivere, quando vuoi davvero scrivere, non racconti a nessun altro se non a te stesso. Non hai nessun'indagine di mercato da valutare. Non si diventa scrittori. Scrivere non è battere al computer 300 pagine. Scrivere non è formulare frasi. Scrivere è raccontare, appassionare, mettere su carta non quello che TU hai scritto ma quello che il tuo CUORE ha scritto per te. Perché una storia è qualcosa di più di una trama. E' sentimento, coinvolgimento, motivazioni. Amore per la parola, per le emozioni che può suscitare. Scrivi perché hai qualcosa da dire o qualcosa da mostrare (nb: mostrare e non DImostrare). Scrivere è arte e come tale è prima di tutto rispetto.
A volte c'è da chiedersi se sappiamo di cosa stiamo parlando, quando diciamo di voler scrivere..