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sabato 23 marzo 2013

Californication







"It's the edge of the world 
And all of western civilization 
The sun may rise in the East 
At least it settles in the final location 
It's understood that Hollywood 
sells Californication.."

 

Red Hot Chili Peppers

mercoledì 20 marzo 2013

Come ti vuoi?

free"C'è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto,
c'è chi mi vuole perfetto..



Di' un po': te come ti vogliono?
Di' un po': tu come ti vuoi?
Tu come ti vuoi?



E sono vivo abbastanza,
sono vivo abbastanza..
Per di qua, comunque vada,
sempre sulla mia strada.."



Ligabue

domenica 17 marzo 2013

News

conf

Fanciulli, vi devo aggiornare di un po' di novità che avevo lasciato arretrate..

Perdonatemi, purtroppo ho trascurato il servizio informazioni in questi mesi.

A dicembre si è svolta a Tropea (Vibo Valentia, Calabria, Italia, Europa, Mondo) la splendida manifestazione del premio "Calabria per sempre", indetto dalla Fondazione Nicola Liotti.

Lì, ho avuto l'onore di partecipare come relatrice sul tema: "La lettura salva la vita?". E' stato un incontro bellissimo, ricco di confronto e di pathos, in cui ho avuto modo di incontrare persone fantastiche.

Quest'esperienza è stata ancora più bella poiché ho avuto l'occasione di condividerla con la mia meravigliosa sorellina, fondatrice di "Cose da lettori", pagina facebook di meritato successo.

Vi lascio con la foto dell'articolo pubblicato sul Quotidiano della Calabria,

Un abbraccio :)

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domenica 19 febbraio 2012

La Società



Detesto la Società, il mostro del  'comune buon senso' che ti travolge e ti sommerge. L'onda del prevedibile, del consono, del conveniente. 

Detesto quando ti dice chi devi essere ancora prima che tu inizi a parlare. Non sopporto essere vista come una futura madre e una futura moglie perché è ciò che tutte devono fare. Queste, come altre, sono scelte. Sono passi che ti cambiano la vita e che non devi compiere per forza. Dovrebbero essere un qualcosa di pensato, una scelta consapevole, non una condizione raggiunta andando alla deriva nel mare delle aspettative sociali.

La Società si impiccia della tua vita privata, della tua condizione. Del tuo conto in banca, del tuo reddito, del tuo stato sentimentale. La Società è pronta sempre a farti delle domande, sempre a chiederti "Perché?".

Perché sto bene così. Perché sono libera, indipendente e beatamente felice. Perché è qui che voglio stare. Perché non ho trovato la persona che si integri nella mia vita senza distruggerla o incrinarla. Perché credo che questa sia la condizione migliore per me. Perché in questo momento della mia vita quella non è la mia priorità.

Per la Società queste risposte non sono contemplate.

La Società osserva, giudica, dà delle scadenze. Devi rispettarle o sei un outsider.

La Società è il peggior datore di lavoro.

venerdì 17 febbraio 2012

Giordano Bruno

Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam.


Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla.


Giordano Bruno fu uno dei più grandi pensatori italiani. La sua filosofia, che parlava della divinità come un'unione panteistica di materia e pensiero, venne sottoposta al giudizio dell'Inquisizione e proclamata eretica perché in contrasto con il credo cristiano.  Denudato e con la lingua stretta in una morsa affinché non potesse parlare,  fu legato al rogo e arso vivo in Campo de' Fiori.


Era il 17 Febbraio 1600.

sabato 5 novembre 2011

Ricorda per sempre il 5 Novembre







 

Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della Congiura delle Polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l'uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d'uomo era? Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire. L'uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una volta un'idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un'idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore... le idee non amano. Non è di un'idea che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai. 


V per Vendetta

lunedì 24 ottobre 2011

Candele


Non voglio parlare di Marco Simoncelli o di Damiano Russo. Non voglio parlare del campione o dell'attore. Voglio parlare di ragazzi, chiunque essi siano. Voglio parlare della morte. Voglio parlare di come sia devastante quando queste due parole dai suoni e dai colori così diversi s'incontrano o si scontrano.


Ho avuto sempre problemi ad accettare la morte dei giovani. E' un qualcosa di così innaturale, così mostruoso che non riesco a metabolizzarlo. Credo che non ci siano parole, non ci sia conforto possibile. Ci sono soltanto tutte le cose che avrebbero potuto fare e non faranno, che avrebbero potuto essere e non saranno. C'è solo il ricordo della loro presenza e il dolore della loro assenza, c'è quel vuoto che si apre nello spazio-tempo, quel vuoto che la loro vita, le loro gesta non potranno più riempire. C'è che erano giovani. C'è che erano acerbi, troppo.


E' sempre troppo.

domenica 11 settembre 2011

Per non dimenticare

 

 



Il mio 11 settembre 2001 è un ricordo filtrato dalla mente di una bambina. Guardavo la tv, avevo nove anni o quasi. Il mio programma preferito fu interrotto per un'edizione speciale del tg. Vidi le immagini a bocca aperta e corsi a chiamare mia madre perché venisse anche lei. Qualche giorno dopo, a scuola, ci fecero scrivere un tema sull'attentato. All'epoca non sapevo neanche come si scrivesse kamikaze. Quella violenza e quell'orrore, prima così estranei, piombarono nel mio mondo come un fulmine. Iniziai a pensare alla guerra e iniziai a parlarne. Stava cambiando tutto ma io me ne sarei accorta solo qualche anno dopo, quando iniziai anche a pormi delle domande.

 

venerdì 2 settembre 2011

"Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere" Gandhi

Credo che questa frase sia perfetta per il turbolento periodo in cui la nostra società viene a trovarsi. Va tutto a rotoli, la società fa schifo, la classe politica fa schifo, i giovani anche e il pianeta pure. Il singolo non può cambiare nulla, quindi meglio adeguarsi. Beh, è qui che arriva il mio no. Crediamo davvero che sia così semplice, che alzare le spalle e lamentarsi sia l'unica strada possibile? Magari lasciando gli altri a darsi da fare per migliorare le cose, perché noi da disfattisti non lo riteniamo abbastanza. E' ora di svegliarsi invece, di renderci conto che senza un impegno continuo e costante, senza le piccole azioni di una sola persona, è tutto finito. Dove saremmo se nessuno avesse mai avuto il coraggio di essere diverso, di staccarsi dai comportamenti convenzionalmente accettati perché divenuti d'uso comune? Se sprofondiamo nel pensiero che quello che facciamo non cambierà niente credo che contribuiremo solo a creare un mondo di cinismo senza alcuna possibilità di risollevarsi. Vogliamo che le cose cambino? Iniziamo con il cambiare noi stessi. Pretendiamo un mondo più pulito? Smettiamola di buttare le carte fuori dal finestrino o per la strada. Consideriamo irrealizzabili le aspettative verso un mondo felice? Iniziamo ad essere felici noi per primi, abbandonando lo stato di perenne insoddisfazione e di indolenza.

Cambiamo e il mondo cambierà insieme a noi.

sabato 13 agosto 2011

Uprising






Interchanging mind control
Come let the revolution take its toll if you could
Flick the switch and open your third eye, you’d see that
We should never be afraid to die.


Rise up and take the power back, it’s time that
The fat cats had a heart attack, you know that
Their time is coming to an end
We have to unify and watch our flag ascend.


They will not force us
They will stop degrading us
They will not control us
We will be victorious!

venerdì 29 luglio 2011

Non chiederci la parola (Montale)

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.


Credo che questa poesia sia magnifica e molto attuale. Negli anni in cui viviamo, la letteratura credo si esprima anche con la negazione. Non ci sono risposte, solo realtà. Non ci sono obiettivi acui aspirare ma solo modelli a cui sfuggire. Anche il non trattare, il non parlare è adesso un impegno, un messaggio sociale. La futilità o la fantasia, sono indizi che l'intellettuale dissemina sul prato della società. Ora c'è solo da chiedersi: sono gli intellettuali che si rifiutano di parlare, o sono i potenti che li inducono a non farlo?