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martedì 13 settembre 2011

La moda passa, lo stile resta (Chanel)



Lo so, molti di voi si lanceranno contro di me al grido di "estirpiamo la superficialità" :D Ma prenderete un granchio, vi avverto.

Gabrielle Chanel per me è stata una grandissima stilista. Ha inventato la donna in pantaloni, la donna pratica e lavoratrice, ma non ne ha mai dimenticato la femminilità. Era una donna fragile ma infinitamente determinata a cui la vita ha tolto e dato tanto e che ha segnato per sempre il mondo del fashion design. Per quanto riguarda me, sono appassionata di moda da... sempre. Considero la moda una forma d'arte, è un modo per esprimere qualcosa di più. Il modo di vestire è la fotografia di come sei o di come vuoi essere. Anche chi trascura il proprio abbigliamento fornisce indizi su se stesso. Non si possono evitare gli abiti e di conseguenza non si può evitare che essi attirino attenzione: d'altronde, ci ricoprono da capo a piedi. Non giudicherò mai una persona per come si veste: detesto i pregiudizi e le etichette, ma credo che gli abiti siano un'espressione della personalità e, a volte, un tentativo di mostrarsi diversi da quel che si è. Filosofie a parte, alcuni ritengono che la bellezza di un capo d'abbigliamento sia determinata dal suo prezzo. Secondo me no: adoro comprare vestiti sfiziosi con cui sbizzarrirmi, ma anche capi che nessuno noterebbe e abbinarli in modo da renderli unici. Mi vesto per come mi sento bene, per come vivo me stessa quel giorno e in quel momento. Sono curiosa e mi piace scoprire nuove mise, nuove chicche, nuovi unici dettagli da aggiungere al mio guardaroba. E ho una passione smodata per gli accessori. Con gilet, cappelli, t-shirt e bigiotteria potrei dar fondo al mio budget :D

Ora potrete comprendere la mia gioia nel dirvi che oggi è stata una fantastica giornata di shopping!

domenica 4 settembre 2011

Paradise Kiss

"Oltre il dedalo di stradine posteriori, s'intravedeva una strada che portava a uno scantinato. Questo era avvolto da un profumo simile a quello dei forni cinesi quando si preparano i dolci. Attraverso la porta dipinta di rosa shocking, risuonava una musica isterica. Quel posto sembrava un nascondiglio, ma loro lo chiamavano L'Atelier."



NB: E' tratto da un manga Josei, per cui, dal momento che non voglio essere responsabile del turbamento di piccole menti ingenue  e infantili, avviso chi non è pratico di cartoni giapponesi che non è adatto ai bambini.